Nel settembre 2009 il Tango Argentino è stato dichiarato dall’UNESCO “Bene Culturale Patrimonio Immateriale dell’Umanità” perchè “personifica sia la diversità culturale, sia il dialogo. Rappresenta l’essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato”. Il Tango Argentino è, di fatto, uno dei risultati di una vera e propria gestazione di cultura popolare.  Nasce verso la seconda metà del 1800 in quel crogiuolo complesso e vitale che era l’estuario del Rio de la Plata (tra Buenos Aires e Montevideo), dove entravano in contatto culture molto diverse: quella europea degli emigranti (tra cui moltissimi italiani), quella africana degli schiavi, quella locale meticcia tra spagnoli e indios sudamericani. Come si può facilmente immaginare, questo contesto culturale, umano ed esistenziale rimescolava i sentimenti umani più semplici e fondamentali: nostalgia, passione, dolore, solitudine, conflitto….. ma anche romanticismo, amore, divertimento, speranza. Il Tango non ha smesso, nel tempo di evolversi e trasformarsi attraverso la contaminazione, la sperimentazione, riflettendo anche i cambiamenti sociali e storici e arrivando anche a scomparire periodicamente, anche se mai del tutto, per poi riemergere in forme nuove e in tempi diversi.

Con il Tango Argentino incontriamo una particolarità unica: l’improvvisazione. Il Tango Argentino lascia ai ballerini una libertà espressiva ed interpretativa molto vasta, con possibilità creative praticamente infinite. Improvvisare significa, in generale, creare qualche cosa mentre la si esegue; parlando di ballo, significa realizzare movimenti senza averli prima preparati, o senza essersi prima accordati sulla “coreografia” da eseguire con il proprio partner. Infatti, nel tango l’improvvisazione avviene nella coppia che balla, qui intesa non quale somma di due individui ma come terza entità. La “costruzione” della coppia avviene attraverso una relazione continua tra i due partner di ballo, che utilizzano un preciso linguaggio corporeo con cui comunicano costantemente.
Il gusto per la libertà espressiva, l’intensità e la freschezza sempre nuova della comunicazione tra i ballerini ed il piacere di muoversi come “una cosa sola” insieme ad un altro essere umano, ascoltando una musica ricca, evocativa, densa di emozioni e di sentimenti a cui siamo tutti sensibili rendono il Tango Argentino un ballo affascinante e la sua pratica, per noi “conquistati”, una vera e propria passione.